Progetto Agnes, servono tempi certi

24/08/2022

In questi giorni, alla ripresa delle attività, sentiamo fortissima la preoccupazione di cittadini, lavoratori e imprese per la crisi energetica, l'elevato aumento del prezzo delle bollette, la crescita dell‘inflazione che mette a rischio i bilanci famigliari come quelli aziendali

La preoccupazione è accentuata dalla sciagurata caduta del Governo Draghi e dal conseguente ricorso alle elezioni anticipate nel periodo peggiore possibile per il Paese. Di fronte a tale situazione, il Governo ha preso una serie di misure d'emergenza per adeguare le scorte energetiche per l'inverno e per diversificare le fonti di approvvigionamento: anche realizzando due nuovi rigassificatori, uno in Adriatico e uno sul Tirreno.

Come Ravenna Coraggiosa, con senso di responsabilità, non abbiamo posto pregiudiziali a tali soluzioni di emergenza, ma abbiamo sollevato tre questioni importanti: la rigorosa verifica di impatto ambientale; il carattere temporaneo di questi impianti; e la necessità di adeguate compensazioni, volte ad accelerare la transizione energetica verso una maggiore efficienza energetica e le energie rinnovabili. Ma non può essere una responsabilità a senso unico: nel contempo, quindi, crediamo si debba andare oltre l'emergenza e si debba cogliere questa crisi per cominciare a cambiare i modelli energetici e di sviluppo in Italia e in Europa.

Non è certo la prima volta nella storia che si esce da una grave crisi con una forte innovazione. Del resto, diversi paesi stanno procedendo in tal senso, cogliendo l'occasione del forte miglioramento tecnologico e della progressiva riduzione dei prezzi delle energie rinnovabili (come dimostrano gli ingenti investimenti del piano Biden negli Usa).

In tale contesto globale a Ravenna abbiamo due grandi opportunità: l'avvio della costituzione delle prime Comunità Energetiche Rinnovabili e soprattutto il decollo del progetto Agnes, che con un parco eolico off shore oltre le 12 miglia da 200 MW, un impianto fotovoltaico galleggiante da 100 MW e idrogeno verde sarebbe in grado di fornire energia rinnovabile a tutte le famiglie della Romagna. È un progetto strategico non solo per Ravenna ma per l'Emilia-Romagna e l'Italia. Per questo noi proponiamo che anche per tale progetto si nomini un commissario straordinario, parta subito la procedura di autorizzazione unica e si fissino tempistiche certe per le verifiche e il rilascio delle autorizzazioni in modo da poter installare gli impianti entro il 2024. Su queste tematiche, come Ravenna Coraggiosa abbiamo anche depositato un’interrogazione in Consiglio comunale per avere un aggiornamento sullo stato del progetto.

E’ questa la via maestra per dare risposte a cittadini e imprese, per creare nuovo lavoro, per contribuire a contrastare i cambiamenti climatici in atto, per fare davvero di Ravenna una delle capitali dell'energia di questo secolo. Non permettiamo a questa crisi di farci perdere la strada della transizione; affianchiamo scelte strategiche al lavoro da perseguire nel sistema Paese, incentrato sulla costituzione di un tetto nazionale al costo delle bollette, all’introduzione di un contratto “luce sociale” che dimezzi le bollette per le fasce più deboli, alla decisione di un tetto europeo sul prezzo del gas, alla pianificazione immediata di un piano nazionale sul risparmio energetico, al raddoppio del credito d’imposta per le aziende, all’utilizzo della tassazione straordinaria degli extra profitti di produttori e distributori energetici.


Ravenna Coraggiosa
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